Come bucare il marmo con il trapano: punte e tecniche per forare
Forare il marmo può portare a diversi problemi se non si affronta con le giuste cautele. Perché questo materiale - che nasce dalla cristallizzazione del carbonato di calcio nel tempo - è tanto duro quanto delicato. Quindi non si tratta, semplicemente, di fare un buco nel muro o in una pietra: c'è da considerare la tenacia e la resistenza di questo materiale.
Poi c'è da valutare la sua fragilità, la sua tendenza a spaccarsi, scheggiarsi e sgretolarsi se affrontato senza le giuste precauzioni. E se si usa una punta per forare inadeguata al compito. Aggiungiamo altri dettagli: spesso dobbiamo trivellare un marmo che avrà un ruolo centrale nell'estetica della casa o del terrazzo e c'è bisogno di fare un buco largo. Ad esempio per far passare un rubinetto per il lavandino del bagno o della cucina. Quindi, non è facile forare il marmo.
Attenzione ai DPI per la sicurezza personale
Il primo problema da risolvere è quello della polvere. La foratura delle pietre naturali produce particelle sospese e detriti. La lavorazione deve conformarsi alle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro (qui ti posso citare il D.Lgs. 81/08).
Per lavorare in totale sicurezza servono le mascherine per la protezione respiratoria, tipo FFP2 o FFP3, e gli occhiali da lavoro rinforzati e con protezione laterale. Chiaramente, anche i guanti anti infortunio sono sempre indispensabili.
Da leggere: come forare il granito
Scegli il trapano giusto per forare il marmo
Devi impostare il trapano con la funzione rotatoria. Infatti, per fare buchi nella pietra o nei muri in cemento armato usiamo il movimento battente, ma questa soluzione sul marmo può portare a fratture e incrinature. Prima di scegliere la punta giusta devi ricordare che il trapano deve essere impostato senza movimento verticale ma solo di rotazione.
Quali punte usare per fare buchi nel marmo
Passiamo al nodo decisivo per forare il marmo - ma anche il granito, il porfido e il travertino - ovvero la scelta della punta ideale per lavorare questa struttura. Servono delle punte speciali? Di sicuro hai bisogno di soluzioni specifiche.
Il modello Superior di Krino ad alto rendimento è perfetto per i lavori su muratura e pietra naturale. Corpo fresato con scanalatura a L, brasatura a 1100 gradi e placchetta MD garantita contro le forti percussioni confermano le prestazioni. Ma è vero che si possono ottenere buoni risultati con strumenti universali e adatti a scopi differenti come la foratutto MultiK.
Quali sono le caratteristiche di questa punta per forare il marmo? La già citata brasatura a 1100 gradi e la placchetta affilata con il diamante ti consentono di lavorare su diverse pietre naturali, compreso il marmo (qui trovi maggiori informazioni sulle punte Multik). Quali punte usare per fare un buco largo, ma sempre preciso, nel marmo?
La soluzione da acquistare ha un nome: fresa a tazza. Nello specifico, puoi scegliere il profilo diamantato a corona continua o rivestito in carburo di tungsteno in grani come nel caso del modello 21105 di Krino. Le dimensioni differenti rendono questi strumenti perfetti per forare il marmo con diametri ampi e generosi per qualsiasi attività di arredamento.

Vuoi avere la certezza di aver acquistato la punta giusta per lavorare il marmo? Usala su una zona che non verrà vista o su uno spezzone da buttare: in questo modo puoi vedere il risultato finale e valutare. Evitando danni importanti.
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Come forare il marmo, le tecniche utili
Ora che hai la strumentazione giusta devi lavorare sulla tecnica di foratura: tutto molto semplice, in primo luogo devi sistemare l'elemento da bucare su una superficie stabile. Nel catalogo Krino trovi delle ottime maschere a ventosa.
Servono a evitare uno dei problemi tipici della foratura del marmo: lo slittamento della punta. Prima di iniziare ricorda di valutare eventuali presenze di imperfezioni e crepe, potrebbero indebolire il marmo e causare rotture inaspettate.

Per il resto la perforazione del marmo segue una regola molto semplice: velocità bassa, poca pressione e poche sollecitazioni all'uscita della punta. Sai cosa significa questo? Meglio mettere un altro pezzo di pietra naturale (che non devi usare per altri lavori) sotto al blocco che stai forando in modo da evitare che la punta scheggi il marmo all'uscita.
Attenzione però a durezza, venature e varianti perché non tutti i marmi si forano allo stesso modo. La risposta del materiale quando inizia la foratura cambia in base alle caratteristiche. Come, ad esempio, la durezza e alla presenza di venature.
Ad esempio, devi valutare il comportamento per forare marmi teneri e calcarei mantenendo giri bassi per evitare che i bordi del foro si sbriciolino. Poi ci sono i marmi duri, graniti e quartziti: le classiche punte da muratura tendono a bruciarsi. Qui servono frese e seghe a tazza diamantate a corona continua, riducendo la spinta manuale e raffreddando.
Ricorda che le venature rappresentano i punti di debolezza strutturale del marmo. Se il foro intercetta una vena, riduci la velocità di rotazione ed evita qualunque pressione improvvisa: la punta potrebbe incastrarsi o deviare la linea di foratura, spaccando il pezzo. Questa è una delle eventualità da scongiurare a qualsiasi costo, non credi?
