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Cosa sono gli utensili diamantati? E a cosa servono?

12 Oct 2026

 

Quando hai bisogno di un taglio preciso su materiali importanti e resistenti, come ad esempio tutto ciò che rientra nella muratura e nell’edilizia, cosa chiamiamo in causa? La risposta noi di Krino la conosciamo bene: gli utensili diamantati.

Ne puoi trovare in quantità nel nostro catalogo: abbiamo i dischi diamantati per il flessibile, ci sono le frese a tazza con corona continua sempre caratterizzate dalla polvere di diamanti che aiuta a forare i materiali più duri, per i lavori specifici puoi trovare anche le mole diamantate per la pietra. Ogni lavoro può essere agevolato da questi strumenti raffinati, efficaci, imprescindibili. Ma prima di passare all’acquisto devi conoscere bene questi utensili: ecco una guida base per decidere.

Cosa sono gli utensili diamantati?

Ecco una definizione di base che ti aiuterà a inquadrare questi tool: gli utensili diamantati sono strumenti da taglio, foratura e levigatura rivestiti da microgranuli di diamante. Che è sempre il materiale con la più alta durezza sulla terra.

Ecco perché con questi dischi per i flessibili e con queste punte per il trapano puoi lavorare strutture che consumerebbero rapidamente - o distruggerebbero direttamente - le normali lame o punte in HSS o metallo duro.

Che tipo di diamante viene utilizzato?

Vero, è il diamante a fare la differenza nelle lame o nelle punte che stiamo presentando. Ma non conviene acquistare questi utensili pensando di fare l’affare del secolo: non sono le pietre preziose che trovi in gioielleria. Il diamante impiegato in ambito industriale (fonte Wikipedia) è un prodotto ottenuto in laboratorio per garantire uniformità di granulometria, tenacia e resistenza termica. In sintesi, per migliorare le prestazioni del minerale a prescindere dalla questione estetica.

Come è realizzato un utensile diamantato?

Guardiamo da vicino questi strumenti per taglio, abrasione e foratura. Un utensile diamantato presenta due elementi fondamentali, il primo è il supporto (o anima) dell'utensile, realizzato in acciaio ad alta resistenza o lega leggera che si aggancia al mandrino del macchinario. Ad esempio, in alcuni casi possiamo avere delle soluzioni specifiche come avviene per la punta diamantata con attacco esagonale in grado di offrire un attacco solido su trapani elettrici e avvitatori.

Subito dopo troviamo la corona o il segmento diamantato: la parte a contatto con il materiale ha dei granuli di diamante inclusi in una matrice metallica, resinosa o ceramica nota come legante o bonda. I granuli sono ancorati in base all'applicazione finale. Ad esempio, con la sinterizzazione le polveri diamantate vengono compresse e saldate ad alta temperatura. È la tecnologia usata soprattutto per i dischi da taglio che si trovano in edilizia.

Per i lavori sul gres porcellanato duro e pietra naturale a secco - tipo forare le piastrelle - si utilizzano strumenti che prevedono la brasatura sottovuoto. Qui i diamanti vengono saldati chimicamente al supporto con leghe d'argento o titanio. Questo ti permette di ottenere un ancoraggio tenace, mentre il punto di forza della deposizione galvanica è la precisione dato che i granuli sono fissati sulla superficie tramite uno strato di nichel depositato per via elettrolitica.

Quale prodotto scegliere e per quale scopo?

Diciamo che, in linea di massima, questi utensili trovano largo uso nelle attività edili. Quindi, in un cantiere ci saranno sicuramente un bel po’ di dischi e frese diamantate. Quali sono gli utilizzi fondamentali? Iniziamo dal taglio di calcestruzzo e asfalto con dischi da demolizione o scanalatori segnati dal classico profilo diamantato.

Le tazze e corone diamantate sono fondamentali per i carotaggi ed effettuare fori per le tubazioni. La lavorazione di ceramica, marmo e pietra è in debito nei confronti degli utensili diamantati perché puoi fare tanto e bene con questi strumenti. Lo stesso vale per la foratura del gres porcellanato, la lavorazione della vetroresina e l’ottimizzazione finale della fibra di carbonio con mole e dischi privi di denti per evitare lo sfilacciamento.

Come si utilizzano questi strumenti?

Per utilizzare correttamente questi strumenti è fondamentale affrontare, in primo luogo, la modalità di raffreddamento. Le lavorazioni ad acqua riducono la temperatura di esercizio, abbattono le polveri sottili e allungano la vita dell'utensile.

In alcuni casi è una scelta vincolata, come quando devi tagliare il cemento. La lavorazione a secco è perfetta per le attività di finitura o dove, comunque, l’uso dell’acqua non è contemplabile. Ma bisogna rispettare tempi di riposo per evitare il surriscaldamento, senza dimenticare una maggiore attenzione ai DPI per evitare il contatto delle polveri con occhi e mucose.

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